Il Cantautore Brando

Oggi abbiamo il piacere di intervistare il cantautore Brando. Con lui parleremo del suo lavoro, le sue passioni, con domande che
tratteranno anche la stretta attualità.
Buongiorno Brando, per i nostri lettori una tua breve presentazione?
Quando mi hanno chiesto di mettere nero su bianco una biografia che raccontasse ciò che Brando ha fatto nella vita, ciò che è
stato e ciò che è, ho pensato che non avevo voglia di avere un ulteriore fac-simile Wikipedia dove poter leggere chi è Marcello
Maietta alias Brando. Marcello e Brando sono due facce della stessa medaglia.
In questi giorni si è spento l’attore Ennio Fantastichini, sei cresciuto vedendo i suoi film e, soprattutto, ti hanno toccato
le sue tematiche sociali rappresentate nei suoi film e nelle sue messe in scena in teatro?
Ennio era un amico, era una persona che avevo conosciuto nei primi mesi a Roma, nel 2008, prima di entrare al Centro
Sperimentale di Cinematografia.Il suo schierarsi in prima linea sul sociale e non solo mi hanno sempre toccato tantissimo,
ricordandomi un altro genio della recitazione, Gian Maria Volontè.Vorrei ricordare una frase che mi disse Ennio, proprio in
quell’occasione, io avevo quasi 20 anni per spronarmi: “Marce’ vedi, tu non sarai forse Marcello…lui sappiamo chi… ma
sicuramente potrai essere Marcello Maietta. Lui ha un nome, tu hai pure il cognome. Ti pare poco?”, mi diede una pacca sulla
spalla, dicendomi “e la faccia non ti manca” e andò via.Questo è il mio ricordo di Ennio (quasi commosso).
Le “tematiche dei diversi” sono presenti nei tuoi testi?
Sicuramente mi piace parlare fuori dai canoni e dagli stereotipi che la vita ci impone. Mi piace affrontare la sofferenza, che noi tutti
possiamo provare, come punto di forza e di partenza verso le difficoltà della vita stessa. Le canzoni servono a questo.
Qualche sciocchezza da adolescente che ti ha portato a creare testi e musica?
Tuttora penso di farne. Le faccio perché secondo me sono un campo minato dove poter crescere e fare delle esperienze.
Parliamo di cinema. In questi giorni troviamo nelle sale il Freddie Mercury di Rami Malek in “Bohemian Rhapsody” che
sveglia il pubblico italiano con un “incassuccio” di 5 milioni 413 mila euro. Malgrado la lavorazione disastrosa e le tante
inesattezze, si sta rivelando un successo pauroso. Andrai a vederlo? Nella tua carriera da quale figura musicale sei stato
folgorato? Il binomio Cinema/Musica non sempre è stato del tutto convincente?
Sono andato a vederlo e l’ho trovato un testamento per le nuove generazioni che non conoscono Freddie Mercury e la realtà
Queen. Serviva un film per Freddie.Sono legato soprattutto a due persone a cui devo tutto. Una si chiama Mercury di cognome e
l’altra Cobain.Sono davvero cresciuto con loro. Prima di registrare questo primo singolo sono andato in pellegrinaggio alla casa di
Freddie a Londra, città nella quale vivo molti mesi l’anno, quando non sono impegnato nei set in Italia. Tu ora mi prenderai per
matto ma a loro devo tutto musicalmente parlando.Il mio sogno è quello di interpretare Luigi Tenco al cinema.

Antonio Caprarica: “oggi con il cattivismo imperante vengono premiati coloro che fanno più rumore. Una volta quando
qualcuno aveva un problema di stomaco metteva una manina davanti alla bocca, oggi fa un bel rutto e viene applaudito.
La società che stiamo vivendo ora si è incattivita e questa visione ti spinge a scrivere testi più audaci?
Penso che tutto parta da un filone familiare e non dalla società, perciò non ho mai avuto eroi immaginari o non mi sono mai

comportato come fan accanito verso qualcuno. I miei eroi li ho avuti in famiglia, penso soltanto di poter dare un “buon esempio”,
attraverso la mia storia e non quella di una sconosciuto. Mi sono cibato di molta letteratura e strada allo stesso tempo, che mi
hanno insegnato il rigore nei confronti del proprio pensiero e della propria vita.
L’instabilità sentimentale può nascere da rapporti iperprotettivi con la propria madre – l’unica figura materna che crea
uomini sicuri di se’. Mai scritto una canzone per questa figura importante nella formazione di un uomo?
Personalmente non ho mai scritto una canzone per mia madre perché penso che una canzone sia un “testamento” da poter
scrivere nel momento in cui tu non hai più una persona così importante al tuo fianco. Per questo sono stato ispirato e ho scritto un
“Letto da rifare” proprio per un rapporto che è finito, perché non riesco a provare un sentimento così forte verso le donne che
incontro nella mia vita, avendo avuto degli esempi di donne molto forti da quando sono nato.
La casta peggiore in Italia, quella degli intellettuali?
Esistono tante caste, sono nato e cresciuto nel rispetto altrui e degli altrui pensieri
Un italiano su due segue un particolare regime alimentare per perdere peso. Nelle tue foto ti vediamo molto attento alla
linea: sinceramente pensi che con il tuo bell’aspetto riesca a comunicare meglio il tuo modo di fare musica?
Sicuramente sono un attore/cantante, lavorando con la mia immagine è volersi prendere in giro, dichiarare che non è vero non
prendersi cura del proprio aspetto. La verità è che io non me ne curo affatto, è la vita che cura me (ride…)!!!
Parliamo di X factor, fortunato talent di sky, si avvicina alla sua fase conclusiva e, via via che la competizione fra i
concorrenti si accende, il lavoro dei giudici si fa sempre più complicato. Manuel Agnelli, una delle quattro personalità del
mondo della musica chiamate a giudicare i ragazzi in gara (gli altri sono Fedez, Mara Maionchi e lodo Guenzi), è stato
spesso criticato per le sue opinioni spesso controcorrente. Un tuo commento su questi Contest che oramai riempiono i
nostri canali televisivi?
Innanzitutto io vengo dal filone Manuel Agnelli, molto underground, e ho una visione molto simile alla sua.Il contest è un altro
modo di fare televisione.

Scrivi canzoni che arrivano al cuore della gente?

Brando nasce da un’esigenza di portare alla luce storie che hanno delle cose che le uniscono, oltre alla sofferenza, ossia il
bisogno d’amore e il desiderio di rinascere. Il mio scopo è comporre la colonna sonora dei sentimenti che ognuno di noi prova. E la
cosa che mi rende più felice è trovare la loro storia nella mia.

20 anni fa se ne andava Lucio Battisti, il piu’ grande rinnovatore nella storia della canzone italiana. Come sta oggi la
“musica italiana “ , dove solo il fenomeno “Trap” sta prendendo il sopravvento nei giovani d’oggi?

Penso che ognuno di noi appartenga alla propria epoca.

L’autoesaltazione digitale dà segni di crisi, forse c’è speranza per il futuro che si smetta di utilizzare i social come forma
di comunicazione. Sei una persona attenta all’utilizzo di questi mezzi?

La comunicazione attraverso i social non è comunicazione, almeno per quello che mi riguarda. I social sono una vetrina dove
apparire e farsi vedere, per condividere news e lavoro. Non affido il mio “privato” ai social.

Progetti per il futuro?

Sarò in tournée in Italia, da gennaio ad aprile del prossimo anno con lo spettacolo “Factotum” di cui sono sceneggiatore, regista ed
attore. E sarò impegnato con la presentazione del mio secondo singolo “L’immagine di te”, in uscita il 21 gennaio 2019. Ho deciso
di pubblicare i singoli del mio album a puntate, come una serie TV, ogni due mesi, dando al mio pubblico il giusto tempo per
assaporare ed elaborare le mie emozioni nei brani.

Antonello Tavoletta

LorcaIl Cantautore Brando