Intervista Recensiamo Musica del 4 dicembre 2018

RECENSIAMO MUSICA del 4 dicembre 2018

Giovane attore italiano di successo ma da oggi anche cantante con lo spirito rock e l’animo romantico. In
realtà, Marcello Maietta, di musica ne ha masticata parecchia fin da bambino e lo si percepisce quando ne
parla con così tanta enfasi ed entusiasmo che non si può che rimanere ad ascoltarlo ammirati. S’ispira a Freddie
Mercury e Kurt Cobain ma nella sua scrittura suona Luigi Tenco con un timbro graffiato e sabbioso alla
Fabrizio Moro. Non è un caso che si stia parlando di cantautori e di artisti che, in qualche modo, hanno saputo
raccontare sé stessi anche per mezzo dei propri momenti bui. Da oggi ci prova anche Marcello con il
suo Brando. nome d’arte che nasconde tutto un proprio significato.

Ecco cosa ci ha raccontato nel corso della nostra prima chiacchierata musicale a proposito del suo debutto
con Un letto da rifare:
Allora Marcello, oggi siamo qui per parlare con te di musica e, in particolare, del tuo primo brano da
cantante, “Un letto da rifare”. A cosa si deve questo tuo esordio sul piano discografico? Da dove arriva l’idea
di cimentarsi in questa nuova veste?
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La comunicazione, dunque, per te è il centro assoluto del tuo lavoro
<<Esatto, lo è al cinema come nella musica>>.

Da musicista, invece, che mi dici della tendenza a digitalizzare anche il suono?
<<E’ stata una tendenza in auge soprattutto negli anni ’80 e che ora che trovo anacronistica. La mia fortuna è stata crescere appunto con dei musicisti che mi hanno insegnato questo valore. Oggi suono chitarra, basso, batteria, pianoforte e qualche tocco di violino. E’ una mia curiosità che mi porta ad avere a che fare con uno strumento che non può essere sostituito da un suono campionato>>.
Il brano è stato pubblicato sotto lo pseudonimo di Brando. Come mai la scelta di adottare un nome d’arte?
<<E’ una scelta che viene dal fatto che Brando è il mio alter ego da sempre. E’ un po’ come per i bambini che hanno l’amico immaginario. Brando per me è una presenza dentro di me che, a volte, è anche una protezione da chi è sempre lì per giudicarti. Da attore, per esempio, non mi interessa rivedermi perchè, per me, il mio lavoro si conclude nel set dove si manifesta la necessità di rivivere la vita di un’altra persona per mio mezzo. Brando è Marcello con la chitarra in mano alle 3 della mattina mentre cerca di tirare fuori il suo bisogno di parlare, di comunicare. Brando, poi, significa “risplende come un carbone ardente” e mi ci sono ritrovato molto. Nella musica nessuno giudica, può capitare che il tuo testo non piaccia a qualcuno ma è una realtà soprattutto soggettiva dovuta al fatto che non tutti provano ciò che stai provando tu. Nel cinema, invece, ogni cosa è già programmata>>.
Accennavi poco fa all’importanza che ha per te il momento culmine della
prestazione sul set rispetto all’andare a rivedersi. Trasportandoci
nell’orizzonte musicale sei più un artista da studio di registrazione o dai
mille live?
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Questo tuo primo singolo che, a quanto ho letto, anticipa anche l’uscita di
un EP d’inediti il prossimo anno, è stato prodotto in Inghilterra. E’ stata
una scelta oppure una casualità visto che vivi tra Roma e Londra?
<>.
Passando all’aspetto musicale, questa canzone adotta quei suoni tipici del pop-rock progressive contaminato
con l’elettronica che, indubbiamente, rappresenta una delle nuove frontiere della musica d’oggi e, in qualche
modo, risulta anche futurista. E’ questo il mondo musicale che più ti appartiene oppure ritieni di poter essere
anche tanto altro dal punto di vista del genere?
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Insieme al brano è stato pubblicato anche un bel videoclip che tu, se non sbaglio, hai curato da regista. Qual
è il racconto che sotto sta a questo clip?
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Quali sono i tuoi artisti del cuore, quelli che ti hanno ispirato e condizionato e quelli che ascolti
maggiormente?
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Per quanto riguarda, invece, l’italiano?
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Per salutarci, Marcello, avrei pensato ad un conclusivo botta e risposta che vada dal cinema alle musica e
non solo. Pronto?

• Il ruolo che vorresti fare oggi, quello che vorresti fare a 40 anni e quello, invece, che vorresti a
70: Quello che vorrei fare oggi è quello che già sto facendo, quello che vorrei fare a 40 anni è quello
che sto facendo e quello che vorrei fare a 70 anni quello che sto già facendo (ride);
• Non interpreterei mai… Dunque, sicuramente non interpreterei mai qualcuno di troppo simile a me;
• Se ti proponessero Sanremo domani diresti… Assolutamente si, il Festival rimane sempre un gran
trampolino di lancio per noi esordienti;
• Il rock in italiano è possibile? Assolutamente si. L’Italia aveva un panorama rock invidiato in tutto il
mondo;
• Il primo concerto da spettatore? Ne ho visti tantissimi da piccolino… Quello che per primo mi ha
segnato la vita è stato quello dei Muse nel 2003 quando ancora poca gente li conosceva. Lì ho visto 3
musicisti che avevano una gran voglia di regalare uno spettacolo;
• La proposta più indecente che hai mai ricevuto da una fan è stata… Sono molto premuroso con i fans
ma non confondo mai il mio privato con il mio lavoro. Proposte indecenti ci saranno sempre, sono il
prezzo da pagare se si vuol fare questo mestiere;
• Il film di cui avresti voluto essere il protagonista? Sicuramente “C’era una volta in America”;
• E’ un sabato sera d’inverno: divano, coperta e… “Tu si que vales” o un film d’azione? Film
assolutamente…
• Da adolescente non hai mai detto ai tuoi… Ho detto tutto ai miei. Forse, però, non gli ho raccontato la
prima volta che mi sono innamorato;
• Look alla moda o come capita? Ho uno stile mio personale che spesso è in antitesi con i dettami della
moda ma che mi rappresenta al 100%;
• A scuola eri secchione o capra? Ero un po’ una via di mezzo: un paraculo diciamo! In matematica
lasciamo stare ma in italiano facevo di quei temi…
• Cosa hai comprato con il primo stipendio hai comprato? Una chitarra, giuro. Ho sempre avuto la
necessità di contribuire anch’io alle spese di famiglia ma ricordo che quella volta mia madre si incazzò
non poco dato che avevo speso 900€ per una chitarra (ride);
• Il tuo più grande difetto? Forse che sono troppo testardo;
• Il pregio che pensi di avere ma che poche persone si ricordano di riconoscerti: Uh… bellissima
domanda questa! Molte persone vedono il Marcello attore in me e confondono la mia timidezza per
presunzione;
• Il nome del tuo primo migliore amico: Sicuramente Filippo;
• Romantico o concreto? Concreto, senza ombra di dubbio. Essere romantico è bello ma nell’essere
concreti ognuno lo è a modo suo;
• Londra o Barcellona? Londra, è casa;
• Tiziano Ferro o Vasco Rossi? Sicuramente ambedue, due stili e due modi di fare musica differenti ma
che rappresentano la musica italiana.

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